Il 18 Ottobre 1990 alle due e cinque minuti del mattino, un randagio di media taglia attraversava zoppicando una delle principali strade di Vercelli. In quel preciso istante, l'ennesima Guinness della serata veniva spillata distrattamente da Claudio, il cameriere di La Voglia, l'irish pub situato vicino all’Istituto Rosa Stampa. Nel mentre, una lattina di Esta Thè al limone veniva asfaltata da un tir proprio sulla statale poco fuori la città. Invece a due isolati più a sud della lattina, seduta al tavolo centrale del Fly insieme alle sue depressissime amiche, c'era Greta impegnata in un monologo inascoltato contro Gabry, il suo ex ragazzo, tema madre della conversazione: il naso oscenamente aquilino della sua nuova ragazza. Proprio in quel momento, anzi no.. Poco prima che il randagio zoppo finisse di attraversare la strada.. Una folata di vento spingeva l'insegna dello Chat Noir, bar poco popolare tra i giovani vercellesi, facendo cigolare l'icona stilizzata del gatto nero in modo assai sinistro. Solo tre minuti dopo lo starnuto di Alessia, l’amica brutta di Greta, una Lancia Delta si fiondava nel pronto soccorso dell'ospedale Sant'Andrea. A bordo mio padre in panico e mia madre non del tutto in grado d'intendere e di volere… E nemmeno molto capace di muoversi con agilità. Solo alle due e nove minuti del mattino sarei nata io. Ben due kili e cento cinquanta grammi molto incazzati:
"Chi stracaffo vi ha detto di accendere la luce?"